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L' ALTERNATIVA CHE SARA'

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martedì 17 marzo 2026

Porto delle Grazie: un’ altra occasione persa. Fondi FEAMPA spesi in palliativi anziché in sviluppo economico.


Mentre i principali scali pescherecci della Calabria utilizzano i fondi europei per trasformarsi in veri poli commerciali, a Roccella Jonica l’amministrazione comunale sembra accontentarsi dell’ordinaria manutenzione, mascherata da grande rilancio. È quanto emerge dall’analisi dei documenti del progetto di "Riqualificazione delle banchine pescherecche", finanziato nell'ambito del FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura) per il 2021-2027 (Azione 3 - Bando 111302) che rivela una preoccupante mancanza di visione e prospettiva di sviluppo: un ingente finanziamento europeo utilizzato per interventi di facciata, ignorando deliberatamente la vera leva di sviluppo per il nostro territorio.

Come gruppo “Roccella in Comune” abbiamo sempre sostenuto che la vera valorizzazione della marineria roccellese passasse attraverso la creazione di un Mercato ittico locale. Una struttura funzionale alla vendita diretta, come avviene in tutti i porti che vogliono davvero tutelare il reddito dei pescatori e garantire freschezza ai consumatori.

Eppure, nonostante l'ingente finanziamento regionale che mira – per bando – a "migliorare la tracciabilità e la vendita diretta del pescato", nel progetto di Roccella non vi è traccia di una struttura di mercato. Si è scelto di investire in asfalto, luci e riparazioni, ignorando l'unico tassello che avrebbe potuto generare un vero indotto economico per il territorio.

Realizzare un mercato ittico non significa solo vendere pesce, ma innescare una reazione a catena virtuosa: favorire la ricettività del porto, creare nuovi posti di lavoro con l’insediamento di attività locali di trasformazione e, soprattutto, consentire ai consumatori di acquistare il pesce fresco direttamente dai pescatori. 

Il bando FEAMPA consentiva esplicitamente investimenti per la vendita diretta e la tracciabilità, ma l’amministrazione ha preferito investire in "casette in legno": un palliativo che, pur dando punteggio al progetto davanti alla Regione, non crea alcuna reale opportunità economica per la nostra marineria.

Assegnare un deposito per le reti è utile, ma non è politica dello sviluppo. Senza un luogo dedicato alla contrattazione e alla vendita, il pescatore roccellese rimane l'anello debole di una filiera che continua a favorire i mediatori esterni, privando il Porto della sua naturale vocazione di centro commerciale ittico.

Oltre alla mancanza di visione, emerge il timore per la tenuta tecnica degli interventi. Il progetto prevede la ristrutturazione delle banchine con nuove mattonelle, una scelta che evoca ricordi amari per i cittadini di Roccella.

Non possiamo dimenticare il disastro di qualche anno fa quando questa amministrazione decise di sostituire le solide betonelle in cemento con piastrelle di scarsissima qualità, che dopo pochi mesi risultarono già lesionate, scheggiate e staccate dal manto stradale.

Riproporre oggi scelte simili attraverso questo finanziamento pubblico è un errore strategico che non possiamo permettercelo. 

La sicurezza e la funzionalità del porto non si garantiscono con l'estetica effimera, ma con infrastrutture durevoli capaci di resistere all’usura del lavoro portuale e degli agenti marini.

Roccella merita una politica che sappia guardare oltre la prossima inaugurazione. Trasformare il porto peschereccio in un centro commerciale ittico moderno era possibile grazie a questi fondi; scegliere invece di limitarsi a una manutenzione rischiosa e a qualche capanno in legno significa condannare la nostra marineria a restare al palo nella filiera della commercializzazione del pescato, e a fare in modo che questo finanziamento risulti l'ennesima occasione sprecata.

Il nostro Comunicato pubblicato sul quotidiano
"L'altravoce - Il Quotidiano"
Grazie al corrispondente Ilario Camerieri


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