PER PASSARE DALLE APPARENZE AI FATTI CONCRETI
La canzone "Sogna, ragazzo, sogna" è un inno alla speranza, alla determinazione e alla capacità di realizzare i propri sogni. Le parole profonde e significative del testo, scritte dallo stesso Roberto Vecchioni, ispirano chiunque abbia un desiderio nel cuore a non smettere mai di credere in se stesso e a lottare per ciò che vuole raggiungere

Sogna, ragazzo, sogna, inno alla speranza, alla determinazione, alla capacità di realizzare i sogni

L' ALTERNATIVA CHE SARA'

L' ALTERNATIVA CHE SARA'


martedì 31 marzo 2026

CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 MARZO 2026. INTERVENTO INTEGRALE SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2026/2028

 


In qualità di gruppo consiliare Roccella in Comune – Prima le Persone, riteniamo che in un’epoca segnata da conflitti internazionali che riverberano pesantemente i loro effetti sulle economie domestiche e su quelle degli operatori commerciali, il ruolo di un’amministrazione locale non può limitarsi alla gestione ordinaria ma deve diventare un baluardo di resistenza sociale. 

Mentre le bollette energetiche corrono senza sosta, svuotando le tasche dei contribuenti, è dovere di una amministrazione comunale interrogarsi su come alleggerire il carico che grava sui propri cittadini”. 

È inaccettabile che in un contesto di crisi così profonda, i tributi locali – dall'IMU alla Tari – rimangano inchiodati ai livelli massimi consentiti. Il sacrificio richiesto ai cittadini non trova un corrispettivo nell’efficienza dei servizi, che appaiono spesso distanti dagli standard minimi di un comune moderno. 

Un’amministrazione lungimirante dovrebbe avere il coraggio di rimodulare la pressione fiscale, portandola a una “media di sostenibilità” che permetta alle famiglie di assorbire l’urto degli altri rincari. Non è solo una questione contabile, è una forma di solidarietà sociale necessaria”.

Il disagio non è solo economico, ma anche funzionale.  

Ci sono disfunzioni nel servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, segnalate dai cittadini che sono in paradossale contrasto con gli importi elevati della Tari, una delle più salate a livello nazionale e persino costantemente interessata da aumenti. 

Bisogna pensare di rivoluzionare le modalità di determinazione degli importi della Tari attraverso l'adozione di un nuovo regolamento che mira a garantire equità reale nel pagamento del tributo riconducendo la Tari di Roccella Ionica a una legalità risultata finora obiettivo impossibile a causa di calcoli basati su presunzioni automatiche e accertamenti difficili.

Dobbiamo costruire un nuovo regolamento Tari che sia capace di assicurare una città più pulita grazie alla copertura certa e stabile del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, eliminando alla radice alibi, incertezze e conflitti che negli anni hanno compromesso l’efficacia del sistema.

Il rapporto tra Comune e contribuenti deve fondarsi su basi chiare, certe e difendibili. 

Noi riteniamo che sia necessario adottare un nuovo regolamento che risponda a esigenze di trasparenza e chiarezza sia per chi amministra che per chi paga. 

Un regolamento che preveda il passaggio dal criterio della superficie dell'immobile alla capacità contributiva reale.

Cioè un regolamento che consenta il superamento della superficie imponibile come criterio di calcolo della Tari. Questo criterio non è imposto da alcuna norma nazionale, né richiesto da Area, e negli anni è risultato essere causa di problemi. 

Un nuovo regolamento che tiene, invece, conto del costo effettivo del servizio di gestione dei rifiuti e della capacità contributiva reale, in coerenza con gli articoli 3, 53 e 97 della Costituzione.

Attraverso questo nuovo regolamento la Tari inoltre potrebbe essere liquidata d'ufficio, eliminando l’impianto fondato su autodichiarazioni strutturali e presunzioni generalizzate.

Un nuovo regolamento che elimina alla radice la possibilità di evasione della Tari poiché la bolletta viene emessa automaticamente a tutti i cittadini residenti o domiciliati e a tutte le attività economiche effettivamente presenti sul territorio e che si fonda quindi su una platea universale, certa e oggettiva. 

La Tari dovrà essere formulata esclusivamente sui costi effettivi del servizio risultanti dal piano economico finanziario validato secondo la regolazione Arera con esclusione di costi impropri, estranei al servizio o non coerenti con la sua effettiva erogazione.

Dovranno essere abrogate tutte le disposizioni e relative violazioni di legge fondate su superficie imponibile, coefficienti presuntivi privi di base normativa, obblighi dichiarativi, automatismi sanzionatori.

Faccio qualche esempio che permette di comprendere chiaramente cosa cambierebbe. Il primo caso è quello di una persona sola che vive in una casa molto grande: “Oggi questo cittadino paga molto anche se produce pochi rifiuti. Con il nuovo regolamento Tari non conterà più la casa ma le persone, e chi vive solo pagherà meno di un nucleo familiare.

C'è poi la situazione dei magazzini chiusi o i locali poco usati, ugualmente destinatari di una bolletta alta. Con il nuovo regolamento non si tasserà lo spazio ma l'attività, che è quella che di fatto produce rifiuti. Una minore attività equivarebbe a una Tari minore.

Oggi molti non pagano perché non hanno mai fatto dichiarazione, ma con il nuovo regolamento Tari la bolletta arriverà automaticamente a tutti i residenti o domiciliati e a tutte le attività. Non esisteranno più gli evasori per omissione.

Il nuovo regolamento aiuterà anche le famiglie in difficoltà che chiedono una riduzione della Tari. Oggi bisogna presentare domande, riempire moduli, sopportare lunghe attese. Con questa riforma invece le riduzioni si applicheranno d'ufficio, attestate dai dati Isee. Chi ha meno paga meno, senza chiedere niente. 

Il nuovo regolamento Tari sarà giuridicamente coerente, tecnicamente sostenibile, amministrativamente efficiente e socialmente equo.

Uno strumento che sarebbe stato necessario adottare per alleviare la condizione di sofferenza dei cittadini e delle attività commerciali sarebbe stato quello dell'adesione alla rottamazione delle cartelle relative ai tributi locali.

Abbiamo più volte denunciato pubblicamente e in sedi istituzionali l’iniquità dei tributio e delle tariffe locali, che risultano tra le più elevate d’Italia nonostante servizi spesso inadeguati, con gravi ricadute sulla qualità della vita dei cittadini e sulla solidità delle piccole e medie attività commerciali.

La rottamazione delle cartelle, prevista dalla normativa vigente, rappresenta uno strumento concreto e immediato per alleggerire il peso fiscale sulle persone e sulle attività commerciali in difficoltà, consentendo la regolarizzazione delle posizioni debitorie senza l’applicazione di sanzioni e interessi".

Ricordiamo che in passato abbiamo avanzato più solleciti e proposte concrete per intervenire strutturalmente sulla fiscalità locale, con l’obiettivo di riequilibrare il rapporto tra costi e qualità dei servizi e introdurre strumenti di tutela per le fasce più fragili della popolazione.

Ora, con uno strumento immediatamente attuabile come la rottamazione delle cartelle, il Comune aveva l’opportunità di dare un segnale chiaro di attenzione e vicinanza alla comunità, restituendo equità e ossigeno a una città gravata da pesanti oneri fiscali.

Non facendfsdolo si da l'ennesima dimostrazione di totale insensibilità alle esigenze delle famiglie e delle attività economiche.

E veniamo al consueto elenco delle megaopere pubbliche.

Anche qui non possiamo che rilevare, pure questa volta, l'inesistenza di una visione strategica e di prospettiva finalizzata allo sviluppo e la completa disattenzione verso le reali necessità della popolazione e della città.

Una per tutte, la nostra amministrazione, al contrario di altre, più avvedute ed attente, ha trascurato di programmare una fondamentale opera strategica con i fondi del PNRR e cioè quella del RIFACIMENTO DELLA RETE IDRICA COMUNALE.

La rete idrica cittadina, ormai vetusta e ridotta ad un colabrodo che disperde gran parte di un liquido che è e diventerà sempre più prezioso con il passere degli anni e che spesso è interessata da notevoli guasti, necessita ormai da tempo di un intervento strutturale che richiede certamente l'impiego di importanti investimenti ma che assicura anche in prospettiva importanti economie, anche sotto il profilo del risparmio degli importi dovuti per l'acqua che viene costantemente dispersa nel sottosuolo.

Il PNRR costituiva l'occasione giusta per reperire le risorse necessarie per realizzare questa fondamentale e assolutamente necessaria opera strategica, così come ha fatto ad esempio il Comune di Messina, ma ai nostri amministratori, come è ormai notorio, interessa di più l'apparire che l'essere e la realizzazione di opere nel sottosuolo non è visibile e non può costituire un monumento da consegnare alla memoria collettiva per le future celebrazioni ad imperituro ricordo.   

Quindi, un'occasione persa per dotare il nostro comune di un'opera essenziale quale quella di una moderna ed efficiente rete idrica dotata di smart metering per la telelettura e l'individuazione delle perdite.

Come pure non possiamo non rilevare che la nostra amministrazione è stata e rimane tuttora lontana ed assente per quanto riguarda le problematiche relative alla sanità sul territorio, come se questa tematica non riguardasse anche i cittadini di Roccella Ionica.

Questa disattenzione sul tema generale verso la sanità sul territorio si traduce poi a livello dello specifico comunale nel totale disinteresse per le sorti dell'ex polo sanitario SAUB di Roccella Ionica, ormai ridotto a mero deposito di cestelli per i rifiuti ed abbandonato al più assoluto degrado strutturale.

La struttura articolata su tre piani, dove lavoravano numerosi medici , operatori sanitari e impiegati, erogava diverse prestazioni specialistiche, di Consultorio familiare, di ambulatorio di ostetricia, di corsi pre-parto, di sedute di fisioterapia ed era meta di pazienti da tutto il Comprensorio che ricevevano prestazioni sanitarie gratuite. 

E’ del tutto evidente che sulla struttura, che è stato il fiore all’occhiello delle saub di tutto il Comprensorio, sono stati commessi una serie di errori politici ed amministrativi che la hanno portata dall’essere un centro di eccellenza alla sua estinzione.

Tuttavia noi riteniamo che occorra urgentemente riavviare un procedimento che consenta di rimettere la struttura al centro di un progetto di ricollocazione della sanità sul territorio e che la stessa venga riadibita alla sua funzione originaria e possa tornare ad erogare qualificati servizi sanitari in favore della comunità di roccella ionica e delle comunità limitrofe.

Perchè, ad esempio, la struttura non può essere ristrutturata e riefficientata e destinata a Casa della Salute, come è avvenuto per altre strutture sanitarie, tra l'altro sorte successivamente alla nostra, presenti nei comuni limitrofi?

Occorre uno scatto di orgoglio per recuperare una struttura sanitaria storica, anche questo è in modo per dimostrare prossimità verso i più deboli oltre che offrire un servizio generale per tutti i cittadini e garantire la tutela del diritto alla salute.

All'interno del bilancio di previsione 2026, non possiamo altresì non sottolineare la ormai consueta assenza di interventi nel settore dei servizi sociali.

Sono lontani i tempi in cui su iniziativa del movimento Roccella Bene Comune, il consiglio comunale di Roccella ionica approvava all’unanimità la delibera di istituzione del servizio civico comunale cui era collegato il piano di riforma del welfare comunale ed il programma annuale di intervento nel settore dei servizi sociali e nel contempo il Consiglio Comunale approvava un bilancio dove, per la prima volta da vent’anni a quella parte, veniva stanziata la somma significativa di 25.000,00 euro per la realizzazione del ridetto programma di intervento.

Il piano di riforma si fondava su un nuovo approccio metodologico dell’intervento nel settore con il pieno riconoscimento dei diritti sociali dei cittadini e la realizzazione di un virtuoso circuito solidaristico.

Il programma annuale prevedeva invece: la realizzazione di un servizio di assistenza domiciliare agli anziani; l’istituzione del servizio di “Auto Amica” per le persone che avevano difficoltà a spostarsi per raggiungere le sedi dove poter ricevere le prestazioni sanitarie di cui necessitavano; la dotazione di attrezzature idonee al centro anziani per la realizzazione di “viaggi virtuali” attraverso i quali gli anziani potevano soddisfare le loro esigenze di svago e conoscenza di nuove realtà paesaggistiche, artistiche e culturali.

Nonostante il voto all'unanimità del consiglio comunale , l’amministrazione comunale di Roccella Ionica, confermando la consueta totale disattenzione verso il mondo delle persone anziane, fragili e disagiate non ha compiuto un solo atto per rendere effettiva e dare esecuzione a quel piano e a quel progetto.

Noi oggi chiediamo con forza che quella volontà consiliare espressa, non a caso all'unanimità, possa trovare concretezza nella futura azione amministrativa.

Chiedere la riduzione delle tasse, il ripristino dei servizi essenziali e la realizzazione di opere strategiche necessarie significa chiedere una visione di città in cui il benessere del cittadino torni a essere il centro dell’agenda politica. Solo così l'azione amministrativa si trasforma in azione concreta per il bene comune. 


giovedì 26 marzo 2026

MULTISERVIZI, ULTIMO ATTO

 

Multiservizi al capolinea: tra crisi conclamata e assenza di visione, l’amministrazione moltiplica le poltrone invece delle soluzioni.



Nella seduta del consiglio comunale del 17 marzo scorso, in relazione alla situazione della società Multiservizi, l'amministrazione comunale ha proposto un documento intriso di un esasperato linguaggio tecnicistico dietro il quale si nasconde un vuoto cosmico di proposta, di visione strategica e di prospettiva.

Il venire meno del ramo di azienda relativo alla gestione del servizio idrico integrato, dovuto al suo imminente passaggio alla Sorical, ha di fatto determinato lo svuotamento di contenuto della società, che si ritrova privata dell'unico asset avente un reale valore economico.

Sappiamo bene che la società in questi anni, se si scorpora il ramo di azienda relativo alla gestione del servizio idrico integrato, è stata solo uno strumento per perseguire finalità clientelari, per tenere sotto scacco centinaia di famiglie dietro l’elargizione di poche briciole consistenti nella miseria dello svolgimento di una manciata di giornate lavorative.

Non vi è stata la capacità di creare alcuna prospettiva di lavoro stabile che consentisse ad un numero seppur limitato di giovani roccellesi di guardare ad un possibile futuro nella nostra terra.

Uno scambio ineguale consistito nella elargizione di una miseria in cambio di un rassegnato consenso politico.

Orbene, a fronte della conclamata condizione di crisi aziendale nella quale versa la società, l'amministrazione comunale, anziché assumersi davanti alla città la responsabilità politica del suo fallimento, ha ritenuto di aggirare l'ostacolo, proponendo la nomina, al posto dell'amministratore unico, addirittura di un consiglio di amministrazione, con il mandato, tra l'altro, di verificare la sostenibilità economico finanziaria della società e valutare le prospettive di prosecuzione della sua attività.

L'amministrazione non ha saputo proporre alcuna idea di uno straccio di piano industriale e neppure ipotizzare quali servizi potrebbero essere gestiti in futuro dalla società e con quali assetti. 

Immagina forse l’amministrazione che i sevizi in questione possono essere costituiti dall’inconsistente e fallimentare polo wedding? O, peggio ancora, dai servizi cimiteriali di un cimitero il cui ampliamento è ormai divenuto un miraggio?

Siamo veramente all'assurdo, si triplicano i vertici aziendali e si moltiplicano i costi della governance proprio quando la società perde il suo valore economico e resta, di fatto, un guscio vuoto.

L’amministrazione, con questa decisione, ha dimostrato ulteriormente, ove mai ce ne fosse stato bisogno, la propria incapacità di dare risposte ai problemi della città.

venerdì 20 marzo 2026

Consiglio Comunale: al voto il Bilancio e il futuro del servizio idrico

 

Mercoledì 25 marzo alle 17:00, la Sala Consiliare ospiterà una seduta decisiva: in discussione l'approvazione del DUP, del Bilancio di previsione 2026/2028 e l'importante acquisizione delle quote societarie di So.Ri.Cal.




martedì 17 marzo 2026

Porto delle Grazie: un’ altra occasione persa. Fondi FEAMPA spesi in palliativi anziché in sviluppo economico.


Mentre i principali scali pescherecci della Calabria utilizzano i fondi europei per trasformarsi in veri poli commerciali, a Roccella Jonica l’amministrazione comunale sembra accontentarsi dell’ordinaria manutenzione, mascherata da grande rilancio. È quanto emerge dall’analisi dei documenti del progetto di "Riqualificazione delle banchine pescherecche", finanziato nell'ambito del FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura) per il 2021-2027 (Azione 3 - Bando 111302) che rivela una preoccupante mancanza di visione e prospettiva di sviluppo: un ingente finanziamento europeo utilizzato per interventi di facciata, ignorando deliberatamente la vera leva di sviluppo per il nostro territorio.

Come gruppo “Roccella in Comune” abbiamo sempre sostenuto che la vera valorizzazione della marineria roccellese passasse attraverso la creazione di un Mercato ittico locale. Una struttura funzionale alla vendita diretta, come avviene in tutti i porti che vogliono davvero tutelare il reddito dei pescatori e garantire freschezza ai consumatori.

Eppure, nonostante l'ingente finanziamento regionale che mira – per bando – a "migliorare la tracciabilità e la vendita diretta del pescato", nel progetto di Roccella non vi è traccia di una struttura di mercato. Si è scelto di investire in asfalto, luci e riparazioni, ignorando l'unico tassello che avrebbe potuto generare un vero indotto economico per il territorio.

Realizzare un mercato ittico non significa solo vendere pesce, ma innescare una reazione a catena virtuosa: favorire la ricettività del porto, creare nuovi posti di lavoro con l’insediamento di attività locali di trasformazione e, soprattutto, consentire ai consumatori di acquistare il pesce fresco direttamente dai pescatori. 

Il bando FEAMPA consentiva esplicitamente investimenti per la vendita diretta e la tracciabilità, ma l’amministrazione ha preferito investire in "casette in legno": un palliativo che, pur dando punteggio al progetto davanti alla Regione, non crea alcuna reale opportunità economica per la nostra marineria.

Assegnare un deposito per le reti è utile, ma non è politica dello sviluppo. Senza un luogo dedicato alla contrattazione e alla vendita, il pescatore roccellese rimane l'anello debole di una filiera che continua a favorire i mediatori esterni, privando il Porto della sua naturale vocazione di centro commerciale ittico.

Oltre alla mancanza di visione, emerge il timore per la tenuta tecnica degli interventi. Il progetto prevede la ristrutturazione delle banchine con nuove mattonelle, una scelta che evoca ricordi amari per i cittadini di Roccella.

Non possiamo dimenticare il disastro di qualche anno fa quando questa amministrazione decise di sostituire le solide betonelle in cemento con piastrelle di scarsissima qualità, che dopo pochi mesi risultarono già lesionate, scheggiate e staccate dal manto stradale.

Riproporre oggi scelte simili attraverso questo finanziamento pubblico è un errore strategico che non possiamo permettercelo. 

La sicurezza e la funzionalità del porto non si garantiscono con l'estetica effimera, ma con infrastrutture durevoli capaci di resistere all’usura del lavoro portuale e degli agenti marini.

Roccella merita una politica che sappia guardare oltre la prossima inaugurazione. Trasformare il porto peschereccio in un centro commerciale ittico moderno era possibile grazie a questi fondi; scegliere invece di limitarsi a una manutenzione rischiosa e a qualche capanno in legno significa condannare la nostra marineria a restare al palo nella filiera della commercializzazione del pescato, e a fare in modo che questo finanziamento risulti l'ennesima occasione sprecata.

Il nostro Comunicato pubblicato sul quotidiano
"L'altravoce - Il Quotidiano"
Grazie al corrispondente Ilario Camerieri


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lunedì 16 marzo 2026

Martedì 17 Marzo Consiglio Comunale.


Domani Martedì 17 marzo 2026, ore 16:00 si terrà una nuova sessione d consiglio comunale con due punti all'ordine del giorno:

Jonica Multiservizi SPA: Definizione dell'Orizzonte Strategico per il triennio 2026-2028 e dei requisiti richiesti al Management.

Prodotti Agricoli e Alimentari: Revisione della disciplina sull'origine doganale.

La seduta sarà trasmessa in tempo reale dall'emittente locale TELEMIA.




sabato 7 marzo 2026

🌼 8 Marzo: auguri a tutte le donne, forza e anima della comunità



🌼 8 Marzo – Festa della Donna

In questa giornata speciale rivolgiamo i nostri più sinceri auguri a tutte le donne, protagoniste ogni giorno della vita delle nostre famiglie, della nostra comunità e della società.

Un pensiero affettuoso va alle socie, a tutte le simpatizzanti di "Roccella in Comune" e a tutte le cittadine roccellesi, donne di forza, impegno e sensibilità che con il loro contributo rendono la nostra comunità più viva e solidale.

A tutte voi, a Roccella e ovunque vi troviate, buona Festa della Donna. 🌼

Roccella in Comune – Prima le persone 💙


venerdì 27 febbraio 2026

“Fuori onda inaccettabile: le minoranze della Locride difendono Luana Franco”


Come Assemblea delle minoranze consiliari della Locride esprimiamo totale solidarietà alla collega, nonché dirigente dell’Assemblea, Luana Franco per l’episodio, per noi gravissimo, del commento sessista e inaccettabile in qualsiasi contesto, e soprattutto in contesto istituzionale, del fuori onda ma chiaramente ed inequivocabilmente percettibile dal filmato girato durante il consiglio comunale di Caulonia. Ci rammarica dover constatare questi residui culturali che ai giorni nostri dovrebbero essere superati da molto tempo ma che ancora, purtroppo, resistono e albergano pure in un contesto di rappresentanza di intere comunità come dovrebbero essere le Amministrazioni comunali nelle loro conformazioni, non certo divisi per genere o rilevanza politica e sociale .

Questo è quanto scritto dall'assemblea delle Minoranze della Locride. In mattinata la consigliera Agnese Zajac di "Roccella in Comune", nel suo profilo facebook, aveva già manifestato alla collega Franco la sua solidarietà: 

"Desidero esprimere piena e convinta solidarietà alla collega consigliera Luana Franco per quanto accaduto nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Caulonia. La frase sessista e offensiva che le è stata rivolta rappresenta un fatto grave per qualsiasi contesto civile, ancor più intollerabile se pronunciato all’interno di un’aula istituzionale, luogo che dovrebbe essere presidio di rispetto, confronto democratico e dignità. Non si può e non si deve minimizzare. Non è “tensione politica”, non è folklore, non è dialettica accesa: è un linguaggio degradante che offende non solo una donna e una rappresentante eletta dai cittadini, ma l’intera comunità. La politica non può trasformarsi in terreno di aggressioni verbali, né tantomeno tollerare espressioni sessiste che riportano indietro di decenni il livello del dibattito pubblico. Le istituzioni devono essere esempio, non teatro di bassezze.Alla consigliera Franco va il mio incoraggiamento a non arretrare di un millimetro, a continuare a esprimere le proprie opinioni a testa alta e a proseguire le sue battaglie per il bene del suo paese con la determinazione che l’ha sempre contraddistinta. Chi crede nella politica come servizio, confronto e costruzione di alternative non può restare in silenzio davanti a simili episodi. Il rispetto viene prima di tutto. Sempre".

Alla solidarietà della consigliera Zajac si è associato tutto il gruppo "Roccella in Comune".

martedì 10 febbraio 2026

In Ricordo di Silvana Belcastro


 Il direttivo, il gruppo consiliare e i soci tutti del movimento "Roccella in Comune - Prima le Persone" si stringono con profonda commozione al dolore della famiglia Belcastro per la perdita della cara Silvana.

Oggi non piangiamo solo una compagna di viaggio, ma una donna che ha incarnato con rara umanità e dedizione i valori del nostro gruppo. Ricordiamo con gratitudine il suo impegno come candidata alle ultime elezioni comunali, una sfida che Silvana ha affrontato con lo spirito di chi mette davvero "le persone al primo posto".

La sua vicinanza, la sua gentilezza e il suo esempio di cittadinanza attiva resteranno impressi nella storia del nostro movimento e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerla.

Sentite Condoglianze.



Mercoledì 11 febbraio: un altro Consiglio Comunale "al massimo"




Cari concittadini,

Il prossimo mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 17:00, la Sala Consiliare tornerà a riunirsi in seduta straordinaria. Dietro l’apparente routine burocratica dell’ordine del giorno, si nascondono scelte politiche che pesano direttamente sulle tasche di tutti noi.

Il secondo punto all'ordine del giorno riguarda per l'appunto, la conferma, al massimo consentito dalla legge, delle aliquote IMU. Nessuna sorpresa, purtroppo.

Come gruppo di opposizione, non possiamo restare in silenzio di fronte alla proposta sulle Aliquote IMU per l’anno 2026.

Ancora una volta, l'Amministrazione si prepara a confermare la linea del "massimo prelievo". Mentre i cittadini faticano a far fronte al costo della vita, il Comune di Roccella Jonica sceglie di non fare un solo passo indietro, mantenendo le aliquote alla soglia massima consentita.

Perché questa amministrazione non valuta mai una rimodulazione o una riduzione, nemmeno simbolica, per dare respiro alle famiglie e alle attività locali? È una scelta di comodo che preferisce la via facile della tassazione massima piuttosto che una gestione più efficiente delle risorse.

Oltre alla questione tributaria, il Consiglio sarà chiamato a discutere la nomina del nuovo Revisore Unico dei Conti: una figura tecnica fondamentale per il controllo della gestione finanziaria dell'ente.

Ricordiamo che la seduta sarà trasmessa in diretta dall'emittente locale TELEMIA. Invitiamo tutti a seguire i lavori per vedere con i propri occhi come vengono gestiti i vostri soldi.

Noi saremo lì a dare battaglia, perché un’alternativa alla pressione fiscale massima è possibile.


lunedì 26 gennaio 2026

Posizioni ferme di “Roccella in Comune” in Consiglio Comunale: no all’IRPEF al massimo e alle manovre sul porto.

Nell’ultimo Consiglio comunale, l’Amministrazione ha confermato per il 2026 l’addizionale comunale IRPEF nella misura massima dello 0,8%. Una scelta che il gruppo di opposizione “Roccella in Comune” giudica sbagliata e ingiusta.

Roccella si colloca ancora una volta sulla soglia più alta della pressione fiscale, senza differenziazioni legate al reddito e senza esenzioni significative per le fasce più deboli. 

Lavoratori, pensionati e piccole attività vengono colpiti indistintamente, mentre manca una vera visione di sviluppo, capace di accompagnare il prelievo fiscale con investimenti strutturali e servizi adeguati.

A fronte di un gettito consistente, non si registrano miglioramenti tangibili nella qualità della vita. Il paese arretra, il tessuto economico si impoverisce e le scelte di spesa privilegiano interventi discutibili piuttosto che politiche di crescita, inclusione e rilancio.

È necessario aprire un confronto serio su una fiscalità più equa, con esenzioni mirate e un utilizzo trasparente delle risorse orientato a sviluppo, lavoro e servizi.


Anche la conferma delle tariffe del Canone Unico Patrimoniale (CUP) ha ricevuto il nostro voto contrario. Le tariffe non sono mai state discusse in Consiglio né approfondite nelle commissioni competenti. Vengono decise unilateralmente dalla Giunta e calate dall’alto su cittadini e imprese senza condivisione.

Il divario tra quanto richiesto e i servizi offerti è evidente:

Il mercato settimanale del martedì è in crisi da anni, senza alcun piano di rilancio;

Sui passi carrabili persistono irregolarità non controllate, penalizzando chi rispetta le regole;

La tassa sulle affissioni resta praticamente inapplicata, nonostante annunci e regolamenti.

I servizi continuano a essere carenti, soprattutto nelle periferie, mentre il centro viene usato come vetrina.

È necessario intervenire seriamente per un rilancio del commercio roccellese, da sempre in gravi difficoltà, e legare il CUP a servizi reali e a un riequilibrio territoriale, non a un mero strumento per fare cassa.


Sul tema dello stralcio di alcune aree demaniali dalla concessione demaniale marittima sottoscritta nel 2014 tra il Comune e la società Porto delle Grazie S.r.l., e sulla conseguente intenzione del Comune di acquisire direttamente le aree stralciate, l’Amministrazione sta portando avanti un’operazione azzardata, che rischia di trasferire sul bilancio comunale debiti, costi e responsabilità derivanti da una gestione che ha mostrato evidenti criticità.

Non dimentichiamo che già i bilanci del nostro Comune sono sotto esame e segnati da numerose istruttorie aperte dalla Corte dei Conti per criticità contabili, che rendono questa operazione ancora più rischiosa per le casse comunali.

Il passaggio diretto che si sta architettando appare chiaramente finalizzato ad alleggerire la società partecipata dai propri oneri, facendo sì che il Comune si faccia carico di canoni e manutenzioni. In questo modo si privatizzano i risparmi e si socializzano le perdite, scaricandole sulle spalle dei contribuenti, in un quadro in cui l’Amministrazione agisce contemporaneamente da arbitro, socio del soggetto interessato e beneficiario finale, configurando un chiaro principio di conflitto di interessi.

L’Amministrazione continua a vantare come risultato positivo il bilancio della società Porto delle Grazie S.r.l., ma quell’utile è falsato dalla mancata corresponsione di canoni demaniali, IMU e TARI, come accertato dalla Guardia di Finanza. Se la società avesse adempiuto a tali obblighi, il bilancio risulterebbe in profondo rosso.

Ancora più grave è il tentativo di evitare procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle aree, secondo una impostazione che appare preordinata ad aggirare queste procedure favorendo, secondo uno schema ormai ricorrente, soggetti legati da rapporti di prossimità politica, personale o familiare all’Amministrazione.  

Un’impostazione che mina alla base i principi di trasparenza, concorrenza e legalità e che espone l’ente a possibili profili di illegittimità.

Le ricadute concrete di queste scelte saranno pesanti anche per i diportisti: dopo essere stati penalizzati dall’impossibilità di accedere ai moli, rischiano ora di essere esclusi anche dai parcheggi. Parliamo di coloro che, con i loro canoni annuali di ormeggio, stanno economicamente tenendo in vita il porto, ma che vengono sistematicamente sacrificati senza tutele né ascolto.

Continueremo a vigilare perché una gestione diversa è possibile e necessaria: riportare ogni scelta nell’alveo della trasparenza, delle gare pubbliche e della tutela dell’interesse generale, proteggendo il bilancio comunale, valorizzando il ruolo dei diportisti e della comunità locale.

MIGRANTI, CIMITERO, SPORCIZIA E STRADE DISSESTATE...

La precaria accoglienza dei migranti in strutture inadeguate, il mancato ampliamento del cimitero, la sporcizia e il disastro delle strade cittadine e periferiche del paese, e tanto altro... Per chi vuole conoscere la verità dei fatti, per chi non tollera più il fumo negli occhi che gettano gli amministratori di Roccella, per chi ha voglia di mettersi in gioco e cambiare questo stato improduttivo e inconcludente di gestione del nostro paese...

LE FREGATURE DEL NUOVO PIANO STRUTTURALE

Con l'abbassamento delle stime di crescita demografica del nostro paese, da 21 mila residenti con il vecchio piano regolatore a 13 mila con il piano strutturale, tantissime persone che oggi hanno dei terreni potenzialmente edificabili e che per 40 anni stanno pagando le tasse (ICI e IMU) in quanto terreni edificabili, fra qualche mese, improvvisamente, si potranno trovare un terreno non più edificabile. A questo aggiungiamoci la volontà politica di valorizzare, e quindi rendere edificabili, dei terreni di "amici" degli amministratori situati sopra l'area portuale. Si sappia quindi, a questo punto, che i cittadini che saranno fregati saranno proprio tanti. Tutto questo avverrà con l'approvazione del piano strutturale generale che questa amministrazione vuole far passare in silenzio, nonostante la legge impone che le scelte dei piani strutturali di un comune debbono essere messe a conoscenza, condivise con i cittadini, i tecnici, gli imprenditori, ed aperti alle modifiche prima dell'approvazione in Consiglio Comunale. Di questo parla approfonditamente l'avv. Domenico Circosta ospite in un "60 News" di Telemia.