ROCCELLA IN COMUNE - Prima le persone
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sabato 4 aprile 2026
Ufficio Postale: accolta la nostra richiesta sul bancomat, ora servono interventi concreti per migliorare l’attesa degli utenti.
Come movimento politico Roccella in Comune – Prima le Persone, nel novembre scorso avevamo formalmente segnalato a Poste Italiane la necessità di installare uno sportello bancomat (ATM Postamat) presso la struttura temporanea dell’Ufficio Postale di Roccella Jonica, a seguito della chiusura della sede per lavori di ristrutturazione (di questa richiesta scrisse pure la Gazzetta del Sud)
Una richiesta nata dall’ascolto dei cittadini e, in particolare, delle esigenze di anziani e pensionati, spesso costretti a lunghe attese per operazioni semplici.
Oggi registriamo con soddisfazione che quella richiesta è stata accolta. Un risultato concreto che dimostra come un’azione politica attenta e radicata sul territorio possa incidere positivamente sulla vita della comunità.
Allo stesso tempo, riteniamo doveroso sottolineare l’efficienza, la disponibilità e il senso di responsabilità della direttrice e di tutto il personale dell’Ufficio Postale, che anche in questa fase complessa stanno garantendo con professionalità la continuità dei servizi all’interno della struttura mobile.
Tuttavia, non possiamo ignorare le nuove criticità emerse. Il protrarsi dei lavori oltre i tempi inizialmente previsti e, soprattutto, la chiusura dell’Ufficio Postale di Caulonia Marina, hanno determinato un significativo aumento dell’utenza presso la struttura mobile di Roccella Jonica.
Questo ha comportato lunghe file all’esterno, con cittadini costretti ad attendere senza alcun riparo dagli agenti atmosferici e panchine dove potersi sedere, una situazione particolarmente disagevole per le persone più anziane e fragili.
Per questo motivo, come movimento Roccella in Comune – Prima le Persone, abbiamo ritenuto doveroso avanzare una nuova richiesta: l’installazione di una pensilina e di adeguate sedute nell’area antistante la struttura temporanea, al fine di garantire condizioni di attesa più dignitose.
Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, portando avanti con determinazione le istanze dei cittadini e lavorando per migliorare concretamente i servizi sul nostro territorio.
venerdì 3 aprile 2026
martedì 31 marzo 2026
CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 MARZO 2026. INTERVENTO INTEGRALE SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2026/2028
In qualità di gruppo consiliare Roccella in Comune – Prima le Persone, riteniamo che in un’epoca segnata da conflitti internazionali che riverberano pesantemente i loro effetti sulle economie domestiche e su quelle degli operatori commerciali, il ruolo di un’amministrazione locale non può limitarsi alla gestione ordinaria ma deve diventare un baluardo di resistenza sociale.
Mentre le bollette energetiche corrono senza sosta, svuotando le tasche dei contribuenti, è dovere di una amministrazione comunale interrogarsi su come alleggerire il carico che grava sui propri cittadini”.
È inaccettabile che in un contesto di crisi così profonda, i tributi locali – dall'IMU alla Tari – rimangano inchiodati ai livelli massimi consentiti. Il sacrificio richiesto ai cittadini non trova un corrispettivo nell’efficienza dei servizi, che appaiono spesso distanti dagli standard minimi di un comune moderno.
Un’amministrazione lungimirante dovrebbe avere il coraggio di rimodulare la pressione fiscale, portandola a una “media di sostenibilità” che permetta alle famiglie di assorbire l’urto degli altri rincari. Non è solo una questione contabile, è una forma di solidarietà sociale necessaria”.
Il disagio non è solo economico, ma anche funzionale.
Ci sono disfunzioni nel servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, segnalate dai cittadini che sono in paradossale contrasto con gli importi elevati della Tari, una delle più salate a livello nazionale e persino costantemente interessata da aumenti.
Bisogna pensare di rivoluzionare le modalità di determinazione degli importi della Tari attraverso l'adozione di un nuovo regolamento che mira a garantire equità reale nel pagamento del tributo riconducendo la Tari di Roccella Ionica a una legalità risultata finora obiettivo impossibile a causa di calcoli basati su presunzioni automatiche e accertamenti difficili.
Dobbiamo costruire un nuovo regolamento Tari che sia capace di assicurare una città più pulita grazie alla copertura certa e stabile del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, eliminando alla radice alibi, incertezze e conflitti che negli anni hanno compromesso l’efficacia del sistema.
Il rapporto tra Comune e contribuenti deve fondarsi su basi chiare, certe e difendibili.
Noi riteniamo che sia necessario adottare un nuovo regolamento che risponda a esigenze di trasparenza e chiarezza sia per chi amministra che per chi paga.
Un regolamento che preveda il passaggio dal criterio della superficie dell'immobile alla capacità contributiva reale.
Cioè un regolamento che consenta il superamento della superficie imponibile come criterio di calcolo della Tari. Questo criterio non è imposto da alcuna norma nazionale, né richiesto da Area, e negli anni è risultato essere causa di problemi.
Un nuovo regolamento che tiene, invece, conto del costo effettivo del servizio di gestione dei rifiuti e della capacità contributiva reale, in coerenza con gli articoli 3, 53 e 97 della Costituzione.
Attraverso questo nuovo regolamento la Tari inoltre potrebbe essere liquidata d'ufficio, eliminando l’impianto fondato su autodichiarazioni strutturali e presunzioni generalizzate.
Un nuovo regolamento che elimina alla radice la possibilità di evasione della Tari poiché la bolletta viene emessa automaticamente a tutti i cittadini residenti o domiciliati e a tutte le attività economiche effettivamente presenti sul territorio e che si fonda quindi su una platea universale, certa e oggettiva.
La Tari dovrà essere formulata esclusivamente sui costi effettivi del servizio risultanti dal piano economico finanziario validato secondo la regolazione Arera con esclusione di costi impropri, estranei al servizio o non coerenti con la sua effettiva erogazione.
Dovranno essere abrogate tutte le disposizioni e relative violazioni di legge fondate su superficie imponibile, coefficienti presuntivi privi di base normativa, obblighi dichiarativi, automatismi sanzionatori.
Faccio qualche esempio che permette di comprendere chiaramente cosa cambierebbe. Il primo caso è quello di una persona sola che vive in una casa molto grande: “Oggi questo cittadino paga molto anche se produce pochi rifiuti. Con il nuovo regolamento Tari non conterà più la casa ma le persone, e chi vive solo pagherà meno di un nucleo familiare.
C'è poi la situazione dei magazzini chiusi o i locali poco usati, ugualmente destinatari di una bolletta alta. Con il nuovo regolamento non si tasserà lo spazio ma l'attività, che è quella che di fatto produce rifiuti. Una minore attività equivarebbe a una Tari minore.
Oggi molti non pagano perché non hanno mai fatto dichiarazione, ma con il nuovo regolamento Tari la bolletta arriverà automaticamente a tutti i residenti o domiciliati e a tutte le attività. Non esisteranno più gli evasori per omissione.
Il nuovo regolamento aiuterà anche le famiglie in difficoltà che chiedono una riduzione della Tari. Oggi bisogna presentare domande, riempire moduli, sopportare lunghe attese. Con questa riforma invece le riduzioni si applicheranno d'ufficio, attestate dai dati Isee. Chi ha meno paga meno, senza chiedere niente.
Il nuovo regolamento Tari sarà giuridicamente coerente, tecnicamente sostenibile, amministrativamente efficiente e socialmente equo.
Uno strumento che sarebbe stato necessario adottare per alleviare la condizione di sofferenza dei cittadini e delle attività commerciali sarebbe stato quello dell'adesione alla rottamazione delle cartelle relative ai tributi locali.
Abbiamo più volte denunciato pubblicamente e in sedi istituzionali l’iniquità dei tributio e delle tariffe locali, che risultano tra le più elevate d’Italia nonostante servizi spesso inadeguati, con gravi ricadute sulla qualità della vita dei cittadini e sulla solidità delle piccole e medie attività commerciali.
La rottamazione delle cartelle, prevista dalla normativa vigente, rappresenta uno strumento concreto e immediato per alleggerire il peso fiscale sulle persone e sulle attività commerciali in difficoltà, consentendo la regolarizzazione delle posizioni debitorie senza l’applicazione di sanzioni e interessi".
Ricordiamo che in passato abbiamo avanzato più solleciti e proposte concrete per intervenire strutturalmente sulla fiscalità locale, con l’obiettivo di riequilibrare il rapporto tra costi e qualità dei servizi e introdurre strumenti di tutela per le fasce più fragili della popolazione.
Ora, con uno strumento immediatamente attuabile come la rottamazione delle cartelle, il Comune aveva l’opportunità di dare un segnale chiaro di attenzione e vicinanza alla comunità, restituendo equità e ossigeno a una città gravata da pesanti oneri fiscali.
Non facendfsdolo si da l'ennesima dimostrazione di totale insensibilità alle esigenze delle famiglie e delle attività economiche.
E veniamo al consueto elenco delle megaopere pubbliche.
Anche qui non possiamo che rilevare, pure questa volta, l'inesistenza di una visione strategica e di prospettiva finalizzata allo sviluppo e la completa disattenzione verso le reali necessità della popolazione e della città.
Una per tutte, la nostra amministrazione, al contrario di altre, più avvedute ed attente, ha trascurato di programmare una fondamentale opera strategica con i fondi del PNRR e cioè quella del RIFACIMENTO DELLA RETE IDRICA COMUNALE.
La rete idrica cittadina, ormai vetusta e ridotta ad un colabrodo che disperde gran parte di un liquido che è e diventerà sempre più prezioso con il passere degli anni e che spesso è interessata da notevoli guasti, necessita ormai da tempo di un intervento strutturale che richiede certamente l'impiego di importanti investimenti ma che assicura anche in prospettiva importanti economie, anche sotto il profilo del risparmio degli importi dovuti per l'acqua che viene costantemente dispersa nel sottosuolo.
Il PNRR costituiva l'occasione giusta per reperire le risorse necessarie per realizzare questa fondamentale e assolutamente necessaria opera strategica, così come ha fatto ad esempio il Comune di Messina, ma ai nostri amministratori, come è ormai notorio, interessa di più l'apparire che l'essere e la realizzazione di opere nel sottosuolo non è visibile e non può costituire un monumento da consegnare alla memoria collettiva per le future celebrazioni ad imperituro ricordo.
Quindi, un'occasione persa per dotare il nostro comune di un'opera essenziale quale quella di una moderna ed efficiente rete idrica dotata di smart metering per la telelettura e l'individuazione delle perdite.
Come pure non possiamo non rilevare che la nostra amministrazione è stata e rimane tuttora lontana ed assente per quanto riguarda le problematiche relative alla sanità sul territorio, come se questa tematica non riguardasse anche i cittadini di Roccella Ionica.
Questa disattenzione sul tema generale verso la sanità sul territorio si traduce poi a livello dello specifico comunale nel totale disinteresse per le sorti dell'ex polo sanitario SAUB di Roccella Ionica, ormai ridotto a mero deposito di cestelli per i rifiuti ed abbandonato al più assoluto degrado strutturale.
La struttura articolata su tre piani, dove lavoravano numerosi medici , operatori sanitari e impiegati, erogava diverse prestazioni specialistiche, di Consultorio familiare, di ambulatorio di ostetricia, di corsi pre-parto, di sedute di fisioterapia ed era meta di pazienti da tutto il Comprensorio che ricevevano prestazioni sanitarie gratuite.
E’ del tutto evidente che sulla struttura, che è stato il fiore all’occhiello delle saub di tutto il Comprensorio, sono stati commessi una serie di errori politici ed amministrativi che la hanno portata dall’essere un centro di eccellenza alla sua estinzione.
Tuttavia noi riteniamo che occorra urgentemente riavviare un procedimento che consenta di rimettere la struttura al centro di un progetto di ricollocazione della sanità sul territorio e che la stessa venga riadibita alla sua funzione originaria e possa tornare ad erogare qualificati servizi sanitari in favore della comunità di roccella ionica e delle comunità limitrofe.
Perchè, ad esempio, la struttura non può essere ristrutturata e riefficientata e destinata a Casa della Salute, come è avvenuto per altre strutture sanitarie, tra l'altro sorte successivamente alla nostra, presenti nei comuni limitrofi?
Occorre uno scatto di orgoglio per recuperare una struttura sanitaria storica, anche questo è in modo per dimostrare prossimità verso i più deboli oltre che offrire un servizio generale per tutti i cittadini e garantire la tutela del diritto alla salute.
All'interno del bilancio di previsione 2026, non possiamo altresì non sottolineare la ormai consueta assenza di interventi nel settore dei servizi sociali.
Sono lontani i tempi in cui su iniziativa del movimento Roccella Bene Comune, il consiglio comunale di Roccella ionica approvava all’unanimità la delibera di istituzione del servizio civico comunale cui era collegato il piano di riforma del welfare comunale ed il programma annuale di intervento nel settore dei servizi sociali e nel contempo il Consiglio Comunale approvava un bilancio dove, per la prima volta da vent’anni a quella parte, veniva stanziata la somma significativa di 25.000,00 euro per la realizzazione del ridetto programma di intervento.
Il piano di riforma si fondava su un nuovo approccio metodologico dell’intervento nel settore con il pieno riconoscimento dei diritti sociali dei cittadini e la realizzazione di un virtuoso circuito solidaristico.
Il programma annuale prevedeva invece: la realizzazione di un servizio di assistenza domiciliare agli anziani; l’istituzione del servizio di “Auto Amica” per le persone che avevano difficoltà a spostarsi per raggiungere le sedi dove poter ricevere le prestazioni sanitarie di cui necessitavano; la dotazione di attrezzature idonee al centro anziani per la realizzazione di “viaggi virtuali” attraverso i quali gli anziani potevano soddisfare le loro esigenze di svago e conoscenza di nuove realtà paesaggistiche, artistiche e culturali.
Nonostante il voto all'unanimità del consiglio comunale , l’amministrazione comunale di Roccella Ionica, confermando la consueta totale disattenzione verso il mondo delle persone anziane, fragili e disagiate non ha compiuto un solo atto per rendere effettiva e dare esecuzione a quel piano e a quel progetto.
Noi oggi chiediamo con forza che quella volontà consiliare espressa, non a caso all'unanimità, possa trovare concretezza nella futura azione amministrativa.
Chiedere la riduzione delle tasse, il ripristino dei servizi essenziali e la realizzazione di opere strategiche necessarie significa chiedere una visione di città in cui il benessere del cittadino torni a essere il centro dell’agenda politica. Solo così l'azione amministrativa si trasforma in azione concreta per il bene comune.
giovedì 26 marzo 2026
MULTISERVIZI, ULTIMO ATTO
Multiservizi al capolinea: tra crisi conclamata e assenza di visione, l’amministrazione moltiplica le poltrone invece delle soluzioni.
Nella seduta del consiglio comunale del 17 marzo scorso, in relazione alla situazione della società Multiservizi, l'amministrazione comunale ha proposto un documento intriso di un esasperato linguaggio tecnicistico dietro il quale si nasconde un vuoto cosmico di proposta, di visione strategica e di prospettiva.
Il venire meno del ramo di azienda relativo alla gestione del servizio idrico integrato, dovuto al suo imminente passaggio alla Sorical, ha di fatto determinato lo svuotamento di contenuto della società, che si ritrova privata dell'unico asset avente un reale valore economico.
Sappiamo bene che la società in questi anni, se si scorpora il ramo di azienda relativo alla gestione del servizio idrico integrato, è stata solo uno strumento per perseguire finalità clientelari, per tenere sotto scacco centinaia di famiglie dietro l’elargizione di poche briciole consistenti nella miseria dello svolgimento di una manciata di giornate lavorative.
Non vi è stata la capacità di creare alcuna prospettiva di lavoro stabile che consentisse ad un numero seppur limitato di giovani roccellesi di guardare ad un possibile futuro nella nostra terra.
Uno scambio ineguale consistito nella elargizione di una miseria in cambio di un rassegnato consenso politico.
Orbene, a fronte della conclamata condizione di crisi aziendale nella quale versa la società, l'amministrazione comunale, anziché assumersi davanti alla città la responsabilità politica del suo fallimento, ha ritenuto di aggirare l'ostacolo, proponendo la nomina, al posto dell'amministratore unico, addirittura di un consiglio di amministrazione, con il mandato, tra l'altro, di verificare la sostenibilità economico finanziaria della società e valutare le prospettive di prosecuzione della sua attività.
L'amministrazione non ha saputo proporre alcuna idea di uno straccio di piano industriale e neppure ipotizzare quali servizi potrebbero essere gestiti in futuro dalla società e con quali assetti.
Immagina forse l’amministrazione che i sevizi in questione possono essere costituiti dall’inconsistente e fallimentare polo wedding? O, peggio ancora, dai servizi cimiteriali di un cimitero il cui ampliamento è ormai divenuto un miraggio?
Siamo veramente all'assurdo, si triplicano i vertici aziendali e si moltiplicano i costi della governance proprio quando la società perde il suo valore economico e resta, di fatto, un guscio vuoto.
L’amministrazione, con questa decisione, ha dimostrato ulteriormente, ove mai ce ne fosse stato bisogno, la propria incapacità di dare risposte ai problemi della città.
venerdì 20 marzo 2026
Consiglio Comunale: al voto il Bilancio e il futuro del servizio idrico
martedì 17 marzo 2026
Porto delle Grazie: un’ altra occasione persa. Fondi FEAMPA spesi in palliativi anziché in sviluppo economico.
Mentre i principali scali pescherecci della Calabria utilizzano i fondi europei per trasformarsi in veri poli commerciali, a Roccella Jonica l’amministrazione comunale sembra accontentarsi dell’ordinaria manutenzione, mascherata da grande rilancio. È quanto emerge dall’analisi dei documenti del progetto di "Riqualificazione delle banchine pescherecche", finanziato nell'ambito del FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura) per il 2021-2027 (Azione 3 - Bando 111302) che rivela una preoccupante mancanza di visione e prospettiva di sviluppo: un ingente finanziamento europeo utilizzato per interventi di facciata, ignorando deliberatamente la vera leva di sviluppo per il nostro territorio.
Come gruppo “Roccella in Comune” abbiamo sempre sostenuto che la vera valorizzazione della marineria roccellese passasse attraverso la creazione di un Mercato ittico locale. Una struttura funzionale alla vendita diretta, come avviene in tutti i porti che vogliono davvero tutelare il reddito dei pescatori e garantire freschezza ai consumatori.
Eppure, nonostante l'ingente finanziamento regionale che mira – per bando – a "migliorare la tracciabilità e la vendita diretta del pescato", nel progetto di Roccella non vi è traccia di una struttura di mercato. Si è scelto di investire in asfalto, luci e riparazioni, ignorando l'unico tassello che avrebbe potuto generare un vero indotto economico per il territorio.
Realizzare un mercato ittico non significa solo vendere pesce, ma innescare una reazione a catena virtuosa: favorire la ricettività del porto, creare nuovi posti di lavoro con l’insediamento di attività locali di trasformazione e, soprattutto, consentire ai consumatori di acquistare il pesce fresco direttamente dai pescatori.
Il bando FEAMPA consentiva esplicitamente investimenti per la vendita diretta e la tracciabilità, ma l’amministrazione ha preferito investire in "casette in legno": un palliativo che, pur dando punteggio al progetto davanti alla Regione, non crea alcuna reale opportunità economica per la nostra marineria.
Assegnare un deposito per le reti è utile, ma non è politica dello sviluppo. Senza un luogo dedicato alla contrattazione e alla vendita, il pescatore roccellese rimane l'anello debole di una filiera che continua a favorire i mediatori esterni, privando il Porto della sua naturale vocazione di centro commerciale ittico.
Oltre alla mancanza di visione, emerge il timore per la tenuta tecnica degli interventi. Il progetto prevede la ristrutturazione delle banchine con nuove mattonelle, una scelta che evoca ricordi amari per i cittadini di Roccella.
Non possiamo dimenticare il disastro di qualche anno fa quando questa amministrazione decise di sostituire le solide betonelle in cemento con piastrelle di scarsissima qualità, che dopo pochi mesi risultarono già lesionate, scheggiate e staccate dal manto stradale.
Riproporre oggi scelte simili attraverso questo finanziamento pubblico è un errore strategico che non possiamo permettercelo.
La sicurezza e la funzionalità del porto non si garantiscono con l'estetica effimera, ma con infrastrutture durevoli capaci di resistere all’usura del lavoro portuale e degli agenti marini.
Roccella merita una politica che sappia guardare oltre la prossima inaugurazione. Trasformare il porto peschereccio in un centro commerciale ittico moderno era possibile grazie a questi fondi; scegliere invece di limitarsi a una manutenzione rischiosa e a qualche capanno in legno significa condannare la nostra marineria a restare al palo nella filiera della commercializzazione del pescato, e a fare in modo che questo finanziamento risulti l'ennesima occasione sprecata.
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| Il nostro Comunicato pubblicato sul quotidiano "L'altravoce - Il Quotidiano" Grazie al corrispondente Ilario Camerieri |
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La seduta sarà trasmessa in tempo reale dall'emittente locale TELEMIA.
sabato 7 marzo 2026
🌼 8 Marzo: auguri a tutte le donne, forza e anima della comunità
🌼 8 Marzo – Festa della Donna
In questa giornata speciale rivolgiamo i nostri più sinceri auguri a tutte le donne, protagoniste ogni giorno della vita delle nostre famiglie, della nostra comunità e della società.
Un pensiero affettuoso va alle socie, a tutte le simpatizzanti di "Roccella in Comune" e a tutte le cittadine roccellesi, donne di forza, impegno e sensibilità che con il loro contributo rendono la nostra comunità più viva e solidale.
A tutte voi, a Roccella e ovunque vi troviate, buona Festa della Donna. 🌼
Roccella in Comune – Prima le persone 💙
venerdì 27 febbraio 2026
“Fuori onda inaccettabile: le minoranze della Locride difendono Luana Franco”
Come Assemblea delle minoranze consiliari della Locride esprimiamo totale solidarietà alla collega, nonché dirigente dell’Assemblea, Luana Franco per l’episodio, per noi gravissimo, del commento sessista e inaccettabile in qualsiasi contesto, e soprattutto in contesto istituzionale, del fuori onda ma chiaramente ed inequivocabilmente percettibile dal filmato girato durante il consiglio comunale di Caulonia. Ci rammarica dover constatare questi residui culturali che ai giorni nostri dovrebbero essere superati da molto tempo ma che ancora, purtroppo, resistono e albergano pure in un contesto di rappresentanza di intere comunità come dovrebbero essere le Amministrazioni comunali nelle loro conformazioni, non certo divisi per genere o rilevanza politica e sociale .
Questo è quanto scritto dall'assemblea delle Minoranze della Locride. In mattinata la consigliera Agnese Zajac di "Roccella in Comune", nel suo profilo facebook, aveva già manifestato alla collega Franco la sua solidarietà:
"Desidero esprimere piena e convinta solidarietà alla collega consigliera Luana Franco per quanto accaduto nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Caulonia. La frase sessista e offensiva che le è stata rivolta rappresenta un fatto grave per qualsiasi contesto civile, ancor più intollerabile se pronunciato all’interno di un’aula istituzionale, luogo che dovrebbe essere presidio di rispetto, confronto democratico e dignità. Non si può e non si deve minimizzare. Non è “tensione politica”, non è folklore, non è dialettica accesa: è un linguaggio degradante che offende non solo una donna e una rappresentante eletta dai cittadini, ma l’intera comunità. La politica non può trasformarsi in terreno di aggressioni verbali, né tantomeno tollerare espressioni sessiste che riportano indietro di decenni il livello del dibattito pubblico. Le istituzioni devono essere esempio, non teatro di bassezze.Alla consigliera Franco va il mio incoraggiamento a non arretrare di un millimetro, a continuare a esprimere le proprie opinioni a testa alta e a proseguire le sue battaglie per il bene del suo paese con la determinazione che l’ha sempre contraddistinta. Chi crede nella politica come servizio, confronto e costruzione di alternative non può restare in silenzio davanti a simili episodi. Il rispetto viene prima di tutto. Sempre".
Alla solidarietà della consigliera Zajac si è associato tutto il gruppo "Roccella in Comune".
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