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Sogna, ragazzo, sogna, inno alla speranza, alla determinazione, alla capacità di realizzare i sogni

L' ALTERNATIVA CHE SARA'

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giovedì 26 marzo 2026

MULTISERVIZI, ULTIMO ATTO

 

Multiservizi al capolinea: tra crisi conclamata e assenza di visione, l’amministrazione moltiplica le poltrone invece delle soluzioni.



Nella seduta del consiglio comunale del 17 marzo scorso, in relazione alla situazione della società Multiservizi, l'amministrazione comunale ha proposto un documento intriso di un esasperato linguaggio tecnicistico dietro il quale si nasconde un vuoto cosmico di proposta, di visione strategica e di prospettiva.

Il venire meno del ramo di azienda relativo alla gestione del servizio idrico integrato, dovuto al suo imminente passaggio alla Sorical, ha di fatto determinato lo svuotamento di contenuto della società, che si ritrova privata dell'unico asset avente un reale valore economico.

Sappiamo bene che la società in questi anni, se si scorpora il ramo di azienda relativo alla gestione del servizio idrico integrato, è stata solo uno strumento per perseguire finalità clientelari, per tenere sotto scacco centinaia di famiglie dietro l’elargizione di poche briciole consistenti nella miseria dello svolgimento di una manciata di giornate lavorative.

Non vi è stata la capacità di creare alcuna prospettiva di lavoro stabile che consentisse ad un numero seppur limitato di giovani roccellesi di guardare ad un possibile futuro nella nostra terra.

Uno scambio ineguale consistito nella elargizione di una miseria in cambio di un rassegnato consenso politico.

Orbene, a fronte della conclamata condizione di crisi aziendale nella quale versa la società, l'amministrazione comunale, anziché assumersi davanti alla città la responsabilità politica del suo fallimento, ha ritenuto di aggirare l'ostacolo, proponendo la nomina, al posto dell'amministratore unico, addirittura di un consiglio di amministrazione, con il mandato, tra l'altro, di verificare la sostenibilità economico finanziaria della società e valutare le prospettive di prosecuzione della sua attività.

L'amministrazione non ha saputo proporre alcuna idea di uno straccio di piano industriale e neppure ipotizzare quali servizi potrebbero essere gestiti in futuro dalla società e con quali assetti. 

Immagina forse l’amministrazione che i sevizi in questione possono essere costituiti dall’inconsistente e fallimentare polo wedding? O, peggio ancora, dai servizi cimiteriali di un cimitero il cui ampliamento è ormai divenuto un miraggio?

Siamo veramente all'assurdo, si triplicano i vertici aziendali e si moltiplicano i costi della governance proprio quando la società perde il suo valore economico e resta, di fatto, un guscio vuoto.

L’amministrazione, con questa decisione, ha dimostrato ulteriormente, ove mai ce ne fosse stato bisogno, la propria incapacità di dare risposte ai problemi della città.

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